ieri scrivevo sulla molaskine alla stazione tiburtina:
l'aria di roma a largo preneste riesce ad essere puzzolente di tubo di scappamento anche dopo tre giorni di diluvio. le nuvole lassù filtrano la luce e danno alle cose quel fascino impolverato dei giorni di pioggia. anche i miei ricordi dell'ultimo mese e mezzo filtrano la luce che cade sulle cose, sono distanti lassù ma riescono ad influenzare il modo in cui il mondo mi appare agli occhi.
sul 409 il delirio di condensa e corpi ammassati, anche oggi sto facendo tardi al lavoro, la gente è nervosa con la pioggia e tutti tentano le piccole astuzie da mezzi pubblici. tipo infilarsi in un micron di spazio libero più in là andando a sbattere contro chiunque nel mentre.
io personalmente guardo fuori il poco che vedo attraverso i vetri appannati. komponent di apparat sembra l'unico sottofondo possibile. e mi lascio cullare dalla musica e nella malinconia capitata nella riproduzione casuale dell'ipod fuxia con le cuffiette verdi che sta facendo parte di me come un dito o non so. ma poi invece (ed è questo il bello della riproduzione casuale) parte il vero brano della giornata, che mi regala un sorriso ebete e una forza che spinge nei piedi che non so...
"ma tutto resta uguale tutto cambierà e un altro giorno per vedere che ci porterà, tutto resta uguale tutto cambierà e un altro giorno per scoprire cosa resterà, forse domani sarà meglio, domani sarà peggio, domani sarà come oggi solo di passaggio, e se domani sarà meglio e se domani sarà peggio domani sarà solo di passaggio" dicevano neffa e deda mille anni fa.
e oggi?
oggi il cielo è bianco con qualche smagliatura azzurra, esco da casa tra dieci minuti, devo lavare i piatti della colazione, vestirmi, lavare i denti e l'aria è pulita. io appena alzata ho storto la testa per guardare nel punto di fuga (ehi ben, ti ricordi la storia dei punti di fuga? a proposito, pensi che continuerai per molto a regalarmi il tuo silenzio rancoroso? odio non affrontare le cose e te non me ne stai dando l'opportunità) tra i palazzi e vedere il cielo. non credo che pioverà perchè sarebbe il primo giorno che mi ricordo l'ombrello.
e adesso è decisamente l'ora che vada.
giovedì 22 maggio 2008
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