ho smesso di fumare esattamente per 8 ore. poi ho ricominciato. venerdì.
e se tanto come si diceva con il buon L. questi blog, questi spazi non sono altro che sfoghi adolescenziali per quello che pensiamo non poter sfogare inquanto un 2 davanti al numero degli anni ci fa alla fine sentire adulti. see. adulti. ma intanto il narcisismo ci impone di avere l'arroganza di metterle online le nostre seghe mentali, convinti che qualcuno per caso su google trovi qualcosa sulla nostra pagina e venga a leggere e scopra il nostro mondo e si identifichi in noi e si senta capito o quanto meno pensi che le sue storte giornate siano condivise. inoltre lo spirito romantico fa galoppare la fantasia verso l'idea di un'immensa stima per il nostro modo di scrivere e le nostre storie e arrivi qualcuno nella vita che ci stima e ci ama e tutti vissero felici e contenti. o un editore legga le nostre supercazzole pensando che olè, questo libro sbanca e tutti siamo ricchi. la sindrome di norah jones.
ok queste s0no riflessioni fin troppo metablogghistiche.
sentirsi adulti col due davanti. un paio di casi clinici esterni.
caso 1)ventottenne. dunque 2---- 8.
il ventottenne in questione io lo vado a trovare un bel giorno di primavera in una città che dista 660 e rotti km dalla mia. perchè? boh credo ai sogni e ai desideri e dopo tanto ideale e chiacchiere e cose io mi scasso di giocare a nascondino con il cuore e prendo e parto. già dal momento di entusiasmo virtuale di lui si passa a una tiepida esultanza alla notizia dei biglietti fatti per partire. vabbè.
7 ore di treno e mi trovo in una supermegaaccoglienza che mai nessuno si è. penso che a volte i sogni vale anche la pena di farli. quelli romantici intendo. ok. il giorno dopo sparisce per i suoi casi e le sue cose. legittimo. ok. poi lo raggiungo nei suoi casi e le sue cose. ok. mi sento La Cretina Che Ha Fatto Seicento Km Per Un Tipo Che Non La Caga Di Striscio. almeno questo è quello che penso pensino i suoi amici e poi per ste cose so che non c'è di meglio che sentirsi addosso una paranoia perchè gli altri mi leggano quel sentimento addosso. quindi l'impressione sarà stata quella. poi penso MAVAFFANCULO, attacco chiacchiera e sopravvivo. mi sento un'idiota che ha fatto 600 e passa km per uno che non la caga e che tutto sommato se non lo avessi fatto sarebbe stato lo stesso ma faccio ottimo viso a un gioco di merda. dunque col macigno nella scarpa me la faccio prendere comunque bene. well. la sera si va a ballare e anche li manco capisco se mi caga o no. il che dopo una giornata in cui facevo pari/dispari se restare o scappare, non è il massimo. poi boh, a un certo punto si ricorda di me e da paura. altri due giorni di queste altalene. sono limitata, lo ammetto, ma se qualcuno fa la mattata di venirmi a trovare anche se non mi conosce da un posto lontano, magari gli dedico un paio di attenzioni in più.
ok.
convention.
o io sto con lui ed eventually con i suoi amici, altrimenti se voglio stare coi miei di amici lui scompare. il risultato è che gente che chissà quando la rivedo tutta insieme non l'ho vista quasi per nulla. vabbè. partenza.
preparare il pezzo. la scuola la scuola la scuola. va bene che lui ha sta cacchio di scuola ma insomma, nonostante il pezzo da finire io gli mando un messaggio su una cosa bella e importante che mi succede nel cuore da un po', poi dopo provo a chiamare dopo tipo 10 ore e c'è il silenzio più assoluto. e penso. penso che in fondo non gliene frega un cazzo, se non di avere qualcuno da qualche parte che ti dedica un po' di testa e cuore. ma questo non era mostruoso. è stato mostruoso ieri pomeriggio andare a dormire e sognare, e sognare di parlare in convention con p. e altri e sentire arrivare mr.patologico da dietro che mi saluta e mi rinchiude o con lui o senza di lui e non con lui e il resto del mio mondo. e io che mi incazzo, e io che provo a capire, e io che oltre ad aver sognato per tutti e due poi mi trovo a doverlo anche lasciare in pace, a gestire i miei malumori per non disturbare la sua creatività e i suoi sogni. una storia che funziona nel mondo ideale e non regge il confronto con la realtà. e penso alle clave che non ho comprato per andare a sognare, alle serate brianzole di casino in cui non ho fatto bordello.
caso 2) ventiquattrenne, quindi 2------4.
il suddetto è il mio peluche notturno. è il mio non fidanzato. è quello che tutti pensano sia il mio ragazzo. quello con cui vado da ikea, quello che almeno in un modo o nell'altro ci si sente. quello che si sta ringuaiando con la stessa ragazza stronza e infame che lo ferirà ancora. che poi stronza e infame di che? è lui che glielo permette. il coglionazzo. quello che quando sta bene grossomodo si ricorda di me, quando sta male in genere lo fa. e intanto nella testa rotola la domanda. ma esattamente cosa non funziona e perchè non siamo insieme?
caso 3) ventiseienne ---- io (2 e 6)
io che non so che cazzo voglio. una vita che voglio uscire di casa . ora sono via da casa, casa che spakka, ma i coinquilini più sbagliati del mondo. possibilità di trasferirmi in un posto dove starei meglio e anche io mi trovo vittima come i due casi precedenti di una vigliaccheria senza nome verso la felicità, presa dal terrore di essere troppo felice e stare bene e non meritare molto. come trovarsi nella spirale di due lavori che più di tanto non mi danno fastidio, che però non sono neanche il massimo della mia aspirazione. o che comunque dovrei sbattermi un po' per arrivare a un livello per il quale sentirmi appena soddisfatta. ma non c'è motivazione, aspirazione. mi do tempo per nasare l'aria e capire dove voglio arrivare e come. ma la verità è che non ho un obiettivo ad oggi, e quindi trascino i giorni e cerco di lavorare e mettere soldi da parte. voglio suonare il violino, solo questo vorrei. e vorrei un ragazzo coraggioso, solare e che non abbia bisogno di essere egoista per amare.
che palle cazzo.
domenica 18 maggio 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento