giovedì 18 giugno 2009

the parting glass

volevo salutare un attimo mio padre. penso che tutta la mia vita di ora venga dal suo esempio:
ho imparato ad essere curiosa, generosa, a donare quello che avevo senza aspettarmi nulla in cambio, ma per il semplice gusto di condividere una gioia o una felicità minuscola. credo sia molto probabile che se sono un clown dottore e se sono giramondo (figlia delle stelle, vero lorè?) e se sono intraprendente e ospitale sia perchè l'ho imparato da lui. anche la testardaggine è stata il migliore difetto che ho, perchè mi ha dato modo di costruire tanto. un po' di orgoglio papà te lo potevi pure tenere, che mi mette sempre nei casini con le persone.
poi chiaro eri un cazzone, un compagnone, uno spericolato, una persona anche parecchio passionale, che a volte sapeva ferirmi.

so che ho potuto renderti orgoglioso con le mie piccole conquiste, e che apprezzavi quasi incondizionatamente le mie iniziative, che ti piaceva sfidarmi. so che ti ho salutato e che con te ho dato il meglio che potevo darti, come tu hai fatto con me. mi hai insegnato ad aggiustare le tapparelle, gli sciaquoni, a pensare che ogni oggetto potesse avere una seconda anima quando si rompeva e a inventare con questo una nuova vita. so che non mi pento di nulla, e che ho fatto in tempo ad imparare ad amarti per come sei, perchè te per me resti sempre una figura positiva. ti ringrazio per tutte le volte che mi hai chiesto se avevo passato un esame e non con quanto lo avessi passato. e per aver sbuffato e basta ogni volta che ti dicevo che avevo lasciato un fidanzato. "te stai bene?" "si" "allora va bene così".

ciao papà... ti saluto in una notte madrilena, con le persone migliori che potessi avere intorno in questo momento in cui te mi lasci andare nel mondo. tornerò a roma domani, e siccome ti ho promesso che andavo a vedere il museo del prado e la fontana di cui mi parlavi iieri, mi tocca tornare qui. ho accanto chicco, pisy, ciccio ed elena. non potevo essere nelle mani migliori. sono buoni amici papà, la giocoleria è stata la culla migliore in cui potessi approdare, stai tranquillo che ho abbracci, spalle e sorrisi in un sacco di posti ora, non sono mai sola.
ora si cena e poi forse si esce, il prossimo brindisi sappi che è per te. in alto i calici e che la strada sia lieve e buona.