mercoledì 4 novembre 2009
martedì 3 novembre 2009
il tuo compleanno.
oggi.
buffo vederci vestiti senza tuta in giro a pranzo in città. quando mai? buffo, al tavolo di un ristorante. un sacco. o per mano per strada.
buffo.
io non lo so che pensi te delle storie. le relazioni. (hai notato quanto non uso la parola amore? non capisco se è perchè ne ho paura io o ho paura che te ne abbia paura e non la voglia sentire). però penso che è la prima volta nella mia vita in cui un rapporto non è intessuto di spargimenti di cuore e macerie varie (che forse ci bastano già i templi smozzicati e semiabbattuti che abbiamo costruito nei due anni che ci conosciamo). credo sia la prima volta in cui sento la mia identità perfettamente conservata in una relazione, senza che venga assorbita ne prenda la forma di chi ho accanto, perchè è tutto semplicemente giusto così. camminare, respirare, giocare, dormire, mangiare, cucinare, cazzeggiare. due esistenze in grado di coesistere vicine senza che nessuna calpesti l'altra. o in grado di respirare distanti e autonome e poi raccontarsi cosa hanno visto. gustarsi il modo di vedere la vita dell'altro, apprezzare la differenza di punti di vista. penso, e cerco di vivere il presente, nonostante spesso mi venga in mente che quello che ci sta succedendo è quanto di più bello e incredibile potesse capitarmi. e fidati che spesso sento che le ali cercano di spiegarsi timidamente per farmi svolazzare un po' a qualche centimetro del marciapiede, e con un po' di fatica e considerevole rimpianto le richiudo, ancora per il gusto di non sapere se anche te un po' voli adesso oppure se continui a tenerti per bene il rumore dei tuoi passi nelle orecchie a darti la misura della realtà e del tempo, che mentre condividiamo le nostre cose ne abbiamo mille e mille altre da costruire, un frammento di costanza e tenacia alla volta. è per questo, credo, che non pesa arrivare a volte alla sera a darci solo la buonanotte e dormire, o salutarci la mattina lasciando l'altro nel letto, impigliato tra le coperte e i sogni per scendere in strada e andare a mettere un altro pezzetto di vita in fila. a me non pesa perchè per la prima volta non sento un rapporto come un peso o una gabbia con le sbarre del colore del cielo, che illudono la libertà e tenendomi ferma. resisto perchè per me vederti felice è la cosa che mi da più forza ed energia al mondo e perchè, come ti dissi più di un anno fa affacciata alla porta della tua stanza, io ho capito che quando sono vicino a te sono la persona migliore che posso essere. questo per me ha un nome, e lo sai, ma non riesco a dirlo ancora. quando parli del circo, o quando stanotte hai aperto il tuo regalo e hai trovato il libro, i tuoi occhi cambiano luce. sei così felice da commuovermi (e non fare il minchione che dice che mi commuovo sempre). la tua felicità mi rende felice come non pensavo potessere accadere con quella di qualcun altro. e io credo che sia questo condividere una strada. nella nostra autonomia avere abbastanza fiducia da seguire ognuno i propri sogni e progetti, stimolandoci a vicenda e sentendo la vicinanza e l'appoggio dell'altro non come un enorme giudizio, ma solo come la mano che ti tiene mentre impari ad andare in bici senza rotelle (ricordi, se ne parlava oggi a pranzo). la mano non guida i pedali, ma c'è se si cade. e può essere anche solo il rumore dei passi vicini della persona che la mano ormai l'ha mollata. essere autonomi, ma non soli. l'altro giorno guardavo roma in bicicletta e pensavo che mi sarebbe piaciuto farti fare un giro con me a goderti delle parti della città che sembrano un'altra città, che magari chi viene a roma per una settimana visita e noi che ci viviamo non godiamo mai. ti piacerebbero, mi piacerebbe che vedessi quanto è bello pedalare nell'aria fresca e alzare gli occhi e vedere la nostra città adottiva essere semplicemente meravigliosa. spero che lo faremo un giorno. mi piacerebbe che te vedessi i miei occhi felici per il cielo e i muri che riflettono a tratti la luce arancione del tramonto, o spuntare su un ponte e trovare il fiume sotto e capire quanto roma ci ruba il fiato e ci trasforma nelle sue mille anime diverse.
la tua strada non so dove ti porterà. quando ti dico che vorrei esserti vicina, è perchè mi piace poterti vedere i sogni che escono dagli occhi e diventano pezzetti di vita. non li voglio perdere, sono un buon motore di riflessione e confronto, e sono belli da vedere. credo che non sia un sacrificio seguirti, adesso, perchè è quello che fa bene a me. e non lo farei per te, lo farei per me stessa, per continuare la mia strada e continuare a non doverti scrivere email per raccontarti cosa costruisco e cosa conquisto io, nella piccola lieve presunzione che un po' anche per te avermi accanto sia osservare il volo di qualcuno a cui tieni. un volo che disegna una traiettoria che ti piace e ti intriga e. a volte mi sembra pazzesco quanto è facile e naturale averti accanto, e allo stesso tempo non sia noioso (e lo sai che io mi annoio facilmente).
buon compleanno, socio.
buon compleanno, maestro (di giocoleria zia, non montarti la testa).
buon compleanno, mio migliore amico.
buon compleanno, compagno di strada.
sweety.
buffo vederci vestiti senza tuta in giro a pranzo in città. quando mai? buffo, al tavolo di un ristorante. un sacco. o per mano per strada.
buffo.
io non lo so che pensi te delle storie. le relazioni. (hai notato quanto non uso la parola amore? non capisco se è perchè ne ho paura io o ho paura che te ne abbia paura e non la voglia sentire). però penso che è la prima volta nella mia vita in cui un rapporto non è intessuto di spargimenti di cuore e macerie varie (che forse ci bastano già i templi smozzicati e semiabbattuti che abbiamo costruito nei due anni che ci conosciamo). credo sia la prima volta in cui sento la mia identità perfettamente conservata in una relazione, senza che venga assorbita ne prenda la forma di chi ho accanto, perchè è tutto semplicemente giusto così. camminare, respirare, giocare, dormire, mangiare, cucinare, cazzeggiare. due esistenze in grado di coesistere vicine senza che nessuna calpesti l'altra. o in grado di respirare distanti e autonome e poi raccontarsi cosa hanno visto. gustarsi il modo di vedere la vita dell'altro, apprezzare la differenza di punti di vista. penso, e cerco di vivere il presente, nonostante spesso mi venga in mente che quello che ci sta succedendo è quanto di più bello e incredibile potesse capitarmi. e fidati che spesso sento che le ali cercano di spiegarsi timidamente per farmi svolazzare un po' a qualche centimetro del marciapiede, e con un po' di fatica e considerevole rimpianto le richiudo, ancora per il gusto di non sapere se anche te un po' voli adesso oppure se continui a tenerti per bene il rumore dei tuoi passi nelle orecchie a darti la misura della realtà e del tempo, che mentre condividiamo le nostre cose ne abbiamo mille e mille altre da costruire, un frammento di costanza e tenacia alla volta. è per questo, credo, che non pesa arrivare a volte alla sera a darci solo la buonanotte e dormire, o salutarci la mattina lasciando l'altro nel letto, impigliato tra le coperte e i sogni per scendere in strada e andare a mettere un altro pezzetto di vita in fila. a me non pesa perchè per la prima volta non sento un rapporto come un peso o una gabbia con le sbarre del colore del cielo, che illudono la libertà e tenendomi ferma. resisto perchè per me vederti felice è la cosa che mi da più forza ed energia al mondo e perchè, come ti dissi più di un anno fa affacciata alla porta della tua stanza, io ho capito che quando sono vicino a te sono la persona migliore che posso essere. questo per me ha un nome, e lo sai, ma non riesco a dirlo ancora. quando parli del circo, o quando stanotte hai aperto il tuo regalo e hai trovato il libro, i tuoi occhi cambiano luce. sei così felice da commuovermi (e non fare il minchione che dice che mi commuovo sempre). la tua felicità mi rende felice come non pensavo potessere accadere con quella di qualcun altro. e io credo che sia questo condividere una strada. nella nostra autonomia avere abbastanza fiducia da seguire ognuno i propri sogni e progetti, stimolandoci a vicenda e sentendo la vicinanza e l'appoggio dell'altro non come un enorme giudizio, ma solo come la mano che ti tiene mentre impari ad andare in bici senza rotelle (ricordi, se ne parlava oggi a pranzo). la mano non guida i pedali, ma c'è se si cade. e può essere anche solo il rumore dei passi vicini della persona che la mano ormai l'ha mollata. essere autonomi, ma non soli. l'altro giorno guardavo roma in bicicletta e pensavo che mi sarebbe piaciuto farti fare un giro con me a goderti delle parti della città che sembrano un'altra città, che magari chi viene a roma per una settimana visita e noi che ci viviamo non godiamo mai. ti piacerebbero, mi piacerebbe che vedessi quanto è bello pedalare nell'aria fresca e alzare gli occhi e vedere la nostra città adottiva essere semplicemente meravigliosa. spero che lo faremo un giorno. mi piacerebbe che te vedessi i miei occhi felici per il cielo e i muri che riflettono a tratti la luce arancione del tramonto, o spuntare su un ponte e trovare il fiume sotto e capire quanto roma ci ruba il fiato e ci trasforma nelle sue mille anime diverse.
la tua strada non so dove ti porterà. quando ti dico che vorrei esserti vicina, è perchè mi piace poterti vedere i sogni che escono dagli occhi e diventano pezzetti di vita. non li voglio perdere, sono un buon motore di riflessione e confronto, e sono belli da vedere. credo che non sia un sacrificio seguirti, adesso, perchè è quello che fa bene a me. e non lo farei per te, lo farei per me stessa, per continuare la mia strada e continuare a non doverti scrivere email per raccontarti cosa costruisco e cosa conquisto io, nella piccola lieve presunzione che un po' anche per te avermi accanto sia osservare il volo di qualcuno a cui tieni. un volo che disegna una traiettoria che ti piace e ti intriga e. a volte mi sembra pazzesco quanto è facile e naturale averti accanto, e allo stesso tempo non sia noioso (e lo sai che io mi annoio facilmente).
buon compleanno, socio.
buon compleanno, maestro (di giocoleria zia, non montarti la testa).
buon compleanno, mio migliore amico.
buon compleanno, compagno di strada.
sweety.
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