il fiume scuro e i lampioni di notte. un corpo nervoso che pedala a pochi centimetri dal mio naso, io sul portapacchi di una mountan bike..se non fosse per la bici moderna si direbbe una vecchia stampa seppia. città nuova misurata a passi e respiri per entrare nel tuo mondo sottovoce, senza farti paura e senza ferirti senza spaventarmi senza ferirmi senza sentirmi ancora una volta non abbastanza per il sogno di una persona. città da respirare con le sue vie larghe e gli odori di kasba, le biciclette che sembra olanda e i fiumi.
il tasto dell'ascensore... (era otto o nove? inizia già ad essere tardi, i dettagli lasciano spazio alla fantasia.)
ti tengo per mano o no? posso salutarti? posso stare vicino a te? possono le altre persone vedere che ti sfioro appena? io non ho il coraggio di fare o chiedere, non lo so. si può sognare anche qui? o forse si deve lasciare che nonostante tutto sia banale, sia superficie, di una tipa sconosciuta che prende lo zaino e parte per andare da un tipo altrettanto sconosciuto.
gli occhi di philippe si concedono forse un secondo di troppo per studiarmi.
a volte parla e guarda anche me, come se c'entrassi qualcosa sul lavoro della maschera neutra. che segnale è? io sono già qui? spazio e tempo hanno fatto il loro gioco che ho imparato a conoscere con te in questo periodo e in realtà ho già fatto quella scuola e sono un'allieva e quindi.
a. secondo me approva. anche l..
julie scritto su un cavallo a dondolo con degli starlight da pesca colorati. il cavallo a dondolo ha un boa blu di piume al collo.
la prima volta nella tua stanza. buia. lucine. biglietti da trovare. un gioco. un sorriso. impazienza di vederti.
stringerti la mano e trovare un universo tra calore, pelle, consistenza, movimento.
il vino rosso.
gli occhi.
la molaskine.
il bacio.
perchè un ponte ha le gradinate? buono per sedersi un po' e respirare la malinconia dell'ultima sera insieme.
ballare, muoversi prima ognuno nel suo ritmo, poi provarci a trovare lo stesso, giocare, il rumore, il caldo, le persone, io e te in mezzo............. vedere il tuo sorriso da un punto di vista trasversale diverso.
baaaaa.
lancio delle lenti a contatto.
nonostante tutto, scriversi ancora, camuffarsi ancora, stare ancora in silenzio. bello non perdere.
giochi di sguardi a porta palazzo. tra il ferro degli attaccapanni mi piace guardare i tuoi occhi.
...................
di notte camminare e baciarsi per un momento lunghissimo e infinito per strada. fare finta che il tempo non stia scorrendo, che scorrendo non ci stia togliendo nulla, di avere tutto il tempo del mondo per rallentarlo.
a volte, essere abbastanza lenti da fermarlo quasi completamente.
te sei seduto sulla panchina, piuttosto lontano. a me sembra già di non essere più lì, guardare tutto da fuori.
martedì 29 aprile 2008
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