...come se l'inverno non fosse mai esistito.
sotto i piedi l'erba, sulla testa il cielo scuro e le nuvole e le stelle. musica in levare e i pantaloni che vibrano davanti alla cassa dei bassi sotto al palco, una mano appoggiata a sentire la musica diventare parte della pancia e del cuore. il palco, le luci rosse e blu, corpi intorno che ballano e sentire la testa andare via in mille pezzettini diversi, vedere scomposti e rarefatti i pensieri, il cervello spolverato, odore buono di verde intorno, il fumo denso delle canne, lasciare il corpo che si muove e la mente altrove.
un cielo infinito sui prati della periferia di questa città materna e puttana insieme.
niente passato ne futuro, solo il tempo che intercorre tra l'entrata e l'uscita.
domenica 11 maggio 2008
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