domenica 28 dicembre 2008

NON comprare maxixruciverba a tuo padre per natale se ti sposti per roma in bici.
NON ascoltare la dave matthews band se ti senti anche solo un po' giù. (http://www.youtube.com/watch?v=oQ_Nf7yGxbc)
NON perseverare nel continuare quello che è sbagliato. cancella tutto o prendi un foglio nuovo e ricomincia.
NON dare per scontato niente.
NON ascoltare Agua di Jarabe de Palo.
NON raccogliere informazioni sull'altrui vita con mezzucci idioti.
NON dimenticarti i tuoi sogni, i tuoi obiettivi, chi sei e quanto vali indipendentemente da chiunque altro. smarrisciti per qualche istante nei ricordi e poi riportali alla loro dimensione, che è il PASSATO. abbine cura come ne hai delle vecchie fotografie di cui hai perso i negativi.
NON fumare la sigaretta della sera se hai l'influenza.
NON innamorarti per nessuna ragione del tuo migliore amico.
NON sentirti in obbligo di prenderti cura dell'altrui dolore, se prima non ti sei presa cura del tuo, lo hai inciso, fatto uscire il pus, medicato, disinfettato e lasciato guarire senza tornare a vedere se sta rimarginando infilandoci le tue ditaccia unte di buone intenzioni.
NON metterti nella testa degli altri, che molto probabilmente funziona in maniera prepotentemente differente dalla tua.
NON aspettarti miracoli, o, in generale, non aspettarti niente. dai quello che ti senti di dare senza pensare che potresti avere indietro qualcosa. se dai troppo sei un'imbecille e fammi il piacere di non rompere le palle con le tue paranoie.
NON fuggire la realtà. trova un modo creativo di oltrepassarla, che sia col passo da formica, da barattolo o da gambero. dato che nn si sa quanti passi mancano al castello a cui devo portare l'anello della punta del coltello, meglio non sprecare tempo con enormi montagne di illusioni. la realtà è univoca, la nostra mente no. quello che riguarda il presemte e il passato non da spazio alle strategie, quello che riguarda il futuro richiede, se non un'accurata analisi, almeno una spiccata autocritica, per non crogiolarmi POI nell'illusione di non aver avuto l'intelligenza di cogliere i segnali. i segnali ci sono SEMPRE, se mi spavento di interpretarli, poi non posso piangermi addosso come La Perfetta Imbecille.
NON perdere le occasioni. buttati cazzo. dai. dai. sei una ragazza intelligente, dopo tutto.
NON pensare che le amicizie siano eterne, che un giorno l'uomo che non ti ama inspiegabilmente cadrà ai tuoi piedi e sarete felici e contenti, che sia facile imparare a suonare il violino o a giocare con tre clave. onestà e obiettività. e la testa alta.

giovedì 25 dicembre 2008

scendo dal treno e la prima cosa sono un sacco di stelle. chi le vede mai le stelle, nella lingua di cielo tra il mio palazzo e quello di fronte?

ok. stelle. reminescenze del passato coi pantaloncini blu di velluto a coste.

entro in casa. e nn vedo l'ora di uscire. è la cosa più naturale del mondo agguantare il cane e andare per strada. odore di pane, di camino, di ristorante. dove vivo io solo smog. vabbè. quasi quasi mi viene da consacrarmi a un inno celentaniano piuttosto famoso e dirmi che stavo meglio in paese e la città non fa per me. anche se la sento la pressione sottile delle solite facce nei soliti posti. e io invece che cerco di disperdere e disgregare. come per la bici.

-smontata tutta, so come funziona
-rimontata tutta, so aggiustarla

ergo, io mi devo ancora un po' smontare a pezzettini piccoli/minuscoli/infinitesimali, che mi devo capire PRIMA, poi mi rimonterò, per sapermi aggiustare.

trovare anche che sta cazzo di gelosia che mi sta crescendo dentro ha un suo posto perfettamente logico nei miei meccanismi, e smettere di incazzarmi e non dormire. circa dieci giorni che oscillano tra le due e le cinque ore di sonno.

lunedì 22 dicembre 2008

respirare.

aria dentro-fuori-dentro-fuori-dentro-fuori. sigaretta.

sembra tutto un tempo lontano, questo, senza che si riesca a far volare le parole perchè riempiano lo spazio stretto tra noi due e il balcone. sembra impossibile essere stati, un tempo, complici. sei uno, perso nel mondo, sono una, persa nel mondo.

c'erano i sogni, e c'erano le illusioni. c'era da guardare avanti, perchè c'era tutto quello che poteva essere meraviglioso, senza sfumature oscure, senza nessuna nuvola davanti al cervello.

respirare. ed, eventualmente, provare anche a dormire.

martedì 16 dicembre 2008

piove.
piove.

piove,

pioggia stanca, come se qualcuno abbia imposto al cielo di piovere, e che non ne abbia poi tanta voglia, ma non possa fare a meno di farlo. deve tirare avanti, e piove di una pioggia stanca. le gocce, controluce sull'arancione dei lampioni, sembrano minuscoli insetti in rotta verso l'asfalto. la sigaretta della sera, sul balcone, pensieri che sfrecciano alla velocità della luce. pioggia senza rumore nella città ovattata, che avvolge noi come un bozzolo tranquillo e stanco.

piove.

pioggia come sospiri lenti lasciati a vagare in una stanza col soffitto basso.