sabato 14 febbraio 2009

sembra che l'unica cosa importante in questo momento sia ascoltare la versione live di the passenger, direttamente dagli anni settanta nelle mie orecchie mentre pedalopedalopedalo veloce verso il pigneto e poi nel cuore di roma a perdermi, con le guance fredde al sole di tramontana di oggi, con una quantità infinita di variabili come minuscoli pixel che compongono la mia immagine in movimento. occhi di persone, sogni, illusioni, aspirazioni, momenti di solitudine e momenti di amore universale, momenti in cui vorrei avere le braccia come motoseghe a far fuori tutti gli ostacoli che mi si parano davanti e a far sanguinare palazzi e paracarri di marmo e alberi e persone, e momenti in cui mi sembra di scivolare e perdermi come l'acqua, o l'aria, intorno... momenti in cui mi disperdo nei riflessi della città, momenti in cui resto un'identità compatta e nera che si sposta nella città-formicaio che mi fa, da mamma, pancia e padrona assieme.

I am the passenger
And I ride and I ride
I ride through the citys backside
I see the stars come out of the sky
Yeah, theyre bright in a hollow sky
You know it looks so good tonight...........

mioddio

devo uscire di qui

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