lunedì 28 gennaio 2008

non sono innamorata di te.

io credo che si decida se si vuole dare a una persona il potere di far male o meno, e io ho deciso di non darlo più. figuriamoci se do questo potere a uno con la ragazza e che vive a mille km da casa mia, con le idee confuse e le giornate ciclotimiche.

figuriamoci se io devo giustificarmi o spiegare alcunchè.

chiaro che avrei voglia di vederti e sentirti.

chiaro che non ho diritti del genere.

chiaro che a me nessuno ha promesso niente e quindi io me ne sto bella tranquilla al mio posto a guardarmi la vita che scorre senza soffermarmi a pensare quanto potrò prendere da questo. in fondo s. ha ragione, dice che sono dispersiva, che non so cosa voglio e allora do la sensazione di chi si muove da una cosa all'altra con l'ansia di provare, di cercare.
e come dicevamo venerdì sera in macchina roma aiuta, roma che disperde e fa casino o silenzio (come me), basta nulla per stare davvero soli o per trovare mille persone accanto. roma per me ora è questa grande pancia che respira e custodisce i giorni.

mi piace pensarti, sentirti, sognare.
questo non vuol dire chiederti alcunchè. parte da me questa cosa. e non è dolorosa.

le domande tipo "che succederà", "come" e "perchè" non mi apparterranno. resterò leggera, non sarai te a farmi cambiare ottica coi tuoi momenti di scazzo.

a volte sembra che mi odi.

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