l'amore è lasciarsi scalfire.
mettersi davanti all'altro, mantenere la propria forma, ma farsi scalfire come la creta, o come il marmo. ma comunque, essere disposti a lasciare che l'altro ci lasci dei segni addosso del suo passaggio, che siano semplicemente dei piccoli graffietti, delle pieghe sul vestito o nelle lenzuola dell'anima, un'impronta anatomica della testa che dorme sulla spalla e il naso nel collo, una minuscola ruga o capello bianco.
se non si tollera l'imperfezione, di quel tipo, tipica di quella persona, però, lasciare perdere e respirare altrove.
mi manca la tua meravigliosa imperfezione. provo a respirare altrove.
che male.
sabato 31 dicembre 2011
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