venerdì 4 novembre 2011

le cose semplici

una bambina piccola con un cappotto rosso e una bambola tenuta per un braccino di plastica, mentre pende come un piccolo morto al suo fianco. ha i capelli ordinati da domenica mattina, e la mamma accanto a lei non è neanche lontanamente tanto elegante.

cantare una canzone con le labbra chiuse nell'aria incerta delle sette e mezza di mattina.

il muso del gatto visto da sotto in su, un insieme morbido di forme triangolari feline, soffici giocose, attente, curiose e tutto sommato amorevoli.

il finestrino aperto del tram, io in piedi nel corridoio, una giornata incredibile sulla schiena e questa aria dolce che mi accarezza le guance.

l'odore di detersivo dei panni appena ritirati.

vecchi diari riletti.

l'aria di roma che cambia e trasforma il novembre che sa di maggio in novembre vero e l'inverno che arriva, il buio presto e non abituarcisi mai, in fondo.

voglia di camminare nella città buia e le vetrine illuminate.

una bicicletta da bambino legata a un palo, per strada, chissà chi ci sale, chissà cosa sogna.

un piccolo piccolo topo con le orecchie trasparenti di sole, gli occhi a goccia di caffè, sembra così piccolo e morbido nel duro asfalto della città.

spostarsi camminando.
misurare il mondo a passi e respiri, e canzoni appena sussurrate.

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