una bambina piccola con un cappotto rosso e una bambola tenuta per un braccino di plastica, mentre pende come un piccolo morto al suo fianco. ha i capelli ordinati da domenica mattina, e la mamma accanto a lei non è neanche lontanamente tanto elegante.
cantare una canzone con le labbra chiuse nell'aria incerta delle sette e mezza di mattina.
il muso del gatto visto da sotto in su, un insieme morbido di forme triangolari feline, soffici giocose, attente, curiose e tutto sommato amorevoli.
il finestrino aperto del tram, io in piedi nel corridoio, una giornata incredibile sulla schiena e questa aria dolce che mi accarezza le guance.
l'odore di detersivo dei panni appena ritirati.
vecchi diari riletti.
l'aria di roma che cambia e trasforma il novembre che sa di maggio in novembre vero e l'inverno che arriva, il buio presto e non abituarcisi mai, in fondo.
voglia di camminare nella città buia e le vetrine illuminate.
una bicicletta da bambino legata a un palo, per strada, chissà chi ci sale, chissà cosa sogna.
un piccolo piccolo topo con le orecchie trasparenti di sole, gli occhi a goccia di caffè, sembra così piccolo e morbido nel duro asfalto della città.
spostarsi camminando.
misurare il mondo a passi e respiri, e canzoni appena sussurrate.
venerdì 4 novembre 2011
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