domenica 15 marzo 2009

alpe della luna


non riesco a togliere gli scarponi dai piedi e a lasciare che questi giorni se ne vadano.
avevo dimenticato cosa significa camminare.
camminare significa non fermarsi, anche quando si è stanchi. andare appena un po' oltre i propri limiti, e quando non si può più andare avanti, fermarsi, guardarsi intorno, rendersi conto di dove si è arrivati, da dove si è partiti e dove si vuole andare. significa che a volte quello che sta davanti fa paura, ma l'unica cosa sbagliata da fare è fermarsi e permettere alla paura di fermarmi. andare avanti. fa paura ma si può fare, è la paura stessa l'unico elemento di cui avere paura. si può tornare indietro o trovare una strada alternativa, ma fermarsi no.

la strada sconnessa sotto le suole degli scarponi smussa i pensieri, toglie gli angoli e gli trova il posto giusto nella testa. stanca le gambe e spezza il fiato, ma mi fa guadagnare un momento piccolo ed inestimabile di forza e fiducia. mi ricolloca alla mia piccolezza nel mondo. mi riporta alle origini e mi aiuta a mettere a fuoco gli obiettivi. mi fa apprezzare tutto quello che ho e lasciare andare quello che non mi serve.

salire salire salire e guardare i segni bianchi e rossi che mi dicono dove andare. mi fa prendere gusto a vedere cosa succede oltre.

salire e sentire gli odori del campo estivo o delle route. salire mi regala momenti autentici con le persone che ho accanto. l'odore dell'erba umida che si asciuga quando il sole la scalda lentamente.

nel silenzio del bosco, il rumore secco e sommesso di una foglia contro un ramo diventa forte da riempire l'aria sottile. mi riporta ricordi di altri sentieri, altri rumori sotto le scarpe. mi ricorda dei mille sentieri in cui si sono montate e smontate amicizie, di tormentoni e battute, sorrisi stanchi.

arrivare e togliere lo zaino. e sentirsi leggeri e in alto e unici, che in quel momento la vista da lassù è solo mia.

ripartire pensando di aver aggiunto immagini in più alle foto mentali di una vita passata a scommettere e giocare e sentirsi, ascoltarsi. ripartire, e ormai i piedi vanno da soli, e si potrebbe ancora camminare, che quello che succede dal bacino in giù è diventato il motore del respiro stesso e riesce difficile pensare che possa si possa esistere senza. c'è il cielo dietro i rami scuri, ci sono i caprioli che saltellano da una parte all'altra, c'è una mano a cui affidarsi e camminare col naso in alto nell'aria fresca della sera. c'è che è strano come un tempo lungo sia brevissimo mentre è vissuto e ancora più breve diventa nel ricordo.

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