la mia città sfila via di lato al treno, come ogni giorno. ma la destinazione inusuale la fa sembrare diversa. un'altra città. non sono arrivata in stazione in bicicletta. non ho con me le cose per andare a lavorare. le rotiaie, dritte inesorabili, mi portano oggi ALTROVE. anche se queste, in particolare, che passano nella pancia del pigneto, sotto il gasometro, attraverso trastevere e via, parallele al mare fin lassù, sono state l'inizio si viaggi memorabili per motivi diversi. viaggi che continuano a piedi. viaggi in treno verso l'europa sconosciuta. viaggi a fare volare il cuore per occhi e mani solo sognati.
parto ancora da qui. vita nomade, km che passano, fili d'erba e fili dell'alta tensione.
orbetello e la tempesta. fuori dal finestrino, l'intuizione tra il cielo e la terra resta sospesa. il grigio avvolge ogni cosa, pioggia sui vetri. mi viene da restare sul treno fino a torino. [pensiero storto: il macchinista, fuori, che vede?].
sabato 29 novembre 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento